
Stiamo assistendo alla convergenza fra due forze. Da un lato i consumatori si aspettano un rinnovamento dell’offerta sempre più frequente, che si tratti di nuovi trend, di tessuti innovativi o di colori particolari. Qualunque sia il prodotto o la novità, i clienti vogliono poterne disporre immediatamente: se lo vedono su una rivista, si aspettando di trovarlo subito in negozio oppure online. Dall’altro lato però, la produzione di tutti questi articoli richiede un processo sempre più lungo, frammentato e complicato. La Turchia è un esempio perfetto.
Quale contributo può dare la tecnologia, in particolare il software, alla gestione di queste problematiche?
Il contributo principale del software è quello di mettere a disposizione un’unica “fonte della verità”. Magari non tutti possono accedere facilmente alle informazioni in tempo reale, ma quantomeno l’archivio d’informazioni è stabile, aggiornato e affidabile, e raccoglie i contributi di tutte le figure coinvolte e interessate. Se si verifica un blackout in una fabbrica in Bangladesh, gli addetti hanno la garanzia che quando l’attività viene ripristinata, le informazioni a cui hanno recuperato l’accesso sono aggiornate e affidabili: è questo che si intende quando si parla di “unica versione della verità” garantita dal software PLM per la gestione del ciclo di vita dei prodotti.
Su quali investimenti dovrebbero puntare le aziende di moda per garantire la propria competitività in futuro?
In generale è facile giustificare le scelte di investimento con operazioni volte alla generazione di nuovi profitti, quindi investire sul fronte della clientela. Rinnovo dei negozi, una nuova piattaforma di commercio elettronico, strumenti per la gestione delle relazioni con la clientela…

Che cosa metterebbe in cima alla lista delle priorità tecnologiche per quest’anno?
Occorre guardare avanti e capire che cosa sarà utile nei prossimi anni, quali saranno le diverse modalità di interazione fra consumatori e mondo del commercio. In quali modi si possono riutilizzare tutte le informazioni sui prodotti e i dati digitali associati ai prodotti? Uno stilista potrebbe, per esempio, cominciare a fare uno schizzo di un modello, poi aggiungere vari elementi tecnici e infine, pubblicare immagini del prodotto finito su un sito online, oppure generare le immagini per un catalogo. Nel frattempo i responsabili dei negozi vengono informati sui prodotti in arrivo con planogrammi e allestimenti virtuali dei punti vendita. Invece di utilizzare innumerevoli versioni delle informazioni e delle immagini di ciascun prodotto, gli operatori della distribuzione al dettaglio possono integrare queste informazioni nei loro sistemi gestionali ERP per la gestione degli ordini o del catalogo… È giunta infatti l’ora di cominciare a gestire in questo modo anche le immagini. Quindi, la continuità digitale delle informazioni e delle immagini dovrebbe essere sicuramente ai primi posti nella lista delle priorità tecnologiche. Bisogna capire come sfruttare al meglio tutte le risorse sulle quali si è investito.