
Queste aziende, come richiesto dalla campagna Detox, hanno già rinunciato all’utilizzo di numerosi gruppi di sostanze chimiche pericolose per l’ambiente e per la salute e hanno definito precise scadenze per l’eliminazione di altri gruppi di sostanze tossiche. “Le nuove adesioni confermano, ancora una volta, che Detox è già lo standard per rivoluzionare uno dei settori produttivi più inquinanti al mondo e rappresentano la risposta migliore alle recenti critiche pervenute dal settore chimico” afferma Giuseppe Ungherese, responsabile Campagna Inquinamento di Greenpeace. Sono 76 le aziende impegnatesi finora e rappresentano circa il 15 per cento della produzione di abbigliamento in termini di fatturato a livello globale. E aumentano sempre di più. Nelle scorse settimane due organizzazioni internazionali che raggruppano i principali produttori di sostanze chimiche utilizzate nel settore tessile, ETAD (Ecological and Toxicological Association of Dyes and Organic Pigments) e TEGEWA (Textilhilfsmittel Gerbstoffe and Waschrohstoffe), avevano definito la sfida “scarichi zero” delle sostanze tossiche, prevista dal protocollo Detox di Greenpeace, come difficilmente raggiungibile in base alle tecnologie attualmente disponibili. Queste organizzazioni hanno inoltre dichiarato che i marchi, sottoscrivendo Detox, sarebbero incapaci di mantenere gli impegni presi. Greenpeace ritiene invece che questa sfida si può, e si deve, vincere: le soluzioni tecniche esistono e alcune aziende hanno già cominciato ad applicarle.